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Parliamo di Threads, il nuovo social network di parole di Mark Zuckerberg

Threads, è il nuovo social network di parole firmato Meta che consente agli utenti di organizzare le loro discussioni in modo più strutturato e condividere contenuti su argomenti specifici. È un’app di microblogging basata sulle conversazioni testuali di Instagram, grazie alla quale è possibile creare conversazioni su determinati temi. Sicuramente potrebbe colmare il vuoto lasciato dal “vecchio Twitter pre Elon Musk”, uno spazio creativo dove gli utenti avranno modo di esprimere le proprie idee su tematiche precise.

Social network di parole

Ma avevamo davvero bisogno di questo nuovo prodotto lanciato da Mark Zuckerberg? Per quanto tutto possa sembrare interessante e finalizzato a migliorare l’esperienza utente, è doverosa e lecita una chiave di lettura forse più critica.

L’aspetto che chiunque possa avere uno spazio “autorizzato” per condividere contenuti su qualunque argomento potrebbe infatti, rivelarsi anche pericoloso. Come sempre non è la tecnologia ad essere pericolosa, bensì l’utilizzo che da essa ne potrebbe derivare.

Grazie a Threads sarà possibile avere a disposizione una base enorme di dati, già organizzati e categorizzati che potrebbero (o potranno?) essere “dati in pasto” all’intelligenza artificiale generativa e che a sua volta li elaborerà per offrire servizi ad alto valore aggiunto per l’utente. L’aspetto potenzialmente rischioso è proprio quello di avere una knowledge base alimentata da “chiunque” con qualunque informazione.

Mai come adesso che viene coinvolta la sfera emotiva e intellettiva degli utenti, è fondamentale, fare un uso etico e corretto della tecnologia a favore del benessere collettivo, che sicuramente grazie alle sue innovazioni ha contribuito a portare enormi migliorie nelle nostre vite e nel nostro lavoro ma speriamo di non ritrovarci mai un giorno a dover confermare la frase di Orwell che nel suo celebre (e visionario) 1984 affermava che “[…] l’ignoranza è forza”.

Poiché riteniamo nel valore e nella forza della tecnologia, nel nostro lavoro abbiamo introdotto in alcuni processi dei servizi di Customer Service l’Intelligenza artificiale: un’intelligenza al servizio delle persone e non viceversa. Pensata per spostare verso l’alto ed elevare la professionalità degli operatori lasciando loro spazio per dedicarsi alla risoluzione dei casi particolari dove l’approccio umano resta sempre fondamentale. Una tecnologia che contribuisce davvero a dare valore alle persone.